martedì 2 marzo 2010

La mozione sui rifiuti

Pubblichiamo nuovamente la mozione sulla gestione integrata dei rifiuti riguardante l'ATO AG3 Dedalo Ambiente presentata dal gruppo consiliare del PD di Campobello di Licata, emendata ed integrata.

MOZIONE, AI SENSI DELL’ART.14 DELLO STATUTO COMUNALE, SULLA GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI URBANI

IL CONSIGLIO COMUNALE DEL COMUNE DI CAMPOBELLO DI LICATA
Premesso che:
- il Comune di Campobello di Licata fa parte, insieme alla Provincia regionale di Agrigento ed ai Comuni di Canicattì, Naro, Camastra, Palma di Montechiaro, Ravanusa e Licata, della società DEDALO AMBIENTE AG.3 S.P.A. (d’ora in poi Dedalo);
- la Dedalo ha come scopo sociale quello di assicurare la gestione unitaria ed integrata dei rifiuti secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità, nell’ambito territoriale ottimale in aderenza alle direttive dell’Unione Europea e alla vigenti disposizioni normative nazionali e regionali in materia di rifiuti, nonché la realizzazione di un integrato sistema di verifica concernente il versamento della tassa sui rifiuti e la corretta gestione del sistema della tariffa, compreso il periodo di transizione dalla TARSU alla tariffa, con particolare riferimento all’eliminazione dell’evasione, al fine di consentire una più equa distribuzione e la totale copertura dei costi della gestione integrata ed integrale del ciclo dei rifiuti, in conformità alle normative vigenti;
- la Dedalo per raggiungere lo scopo sociale elabora un Piano d’ambito che dovrà prioritariamente prevedere la raccolta differenziata nonché altri servizi;
Considerato che:
- i vari contratti di servizio stipulati dalla Dedalo non sono identici per tutti i Comuni, per cui vi è una disparità di trattamento tra i soci per come si evince dall’analisi della relazione dei Sindaci al bilancio 2006 e dalla relazione sulla gestione dei rifiuti per il miglioramento dei servizi e della gestione della Dedalo Ambiente - ATO AG 3 predisposta del Prof. Angelini Aurelio;
- nella citata relazione sono suggeriti altri accorgimenti per migliorare il servizio nell’ATO AG3;
- tale piano di ambito pur essendo stato trasmesso a tutti i Comuni dell’ATO è stato approvato solo dal Comune di Licata e Palma di Montechiaro, mentre gli altri Comuni, compreso quello di Campobello, si sono limitati, in sede di stipulazione dei contratti per la gestione dei servizio di igiene urbana, a dare atto di aver “VISTO” il Piano di Ambito;
- comunque non risulta agli atti che i Comuni dell’ATO AG3 siano stati posti dalla Dedalo nelle condizioni di prevedere “nella modulazione della tariffa .. agevolazioni per le utenze domestiche e per la raccolta differenziata delle frazioni umide e della altre frazioni” previste dall’art.49 del D.lgs. n.22/97;
- invece la Dedalo ha fissato un costo medio per abitante di euro 103,67, che è aumentato nel corso degli anni per gli adeguamenti ISTAT e per il conferimento dei rifiuti a Siculiana, con il risultato di essere particolarmente gravoso per i cittadini, senza prevedere meccanismi di perequazione previsti dallo statuto societario;
- l’applicazione di tale costo doveva essere provvisorio in attesa della redazione del piano industriale, che ad oggi non è stato predisposto dalla Dedalo;
- tale sistema ha creato iniquità nella ripartizione dei costi atteso che, essendo parametrati alla popolazione al 31/12/2001, non ha tenuto conto dell’evoluzione della popolazione nel corso degli anni all’interno dell’ambito, creando ad esempio per il Comune di Campobello un aggravio di costo nel periodo 2005/2009, di almeno 500 mila euro;
- di fatto Campobello è passata da un costo medio per abitante di quasi 75 euro, quando la gestione era del Comune, ad un costo medio stimato per il 2009 di 174 euro, mentre la percentuale di copertura del servizio è passata, per lo stesso periodo, dal 74% al 51% e che la integrale copertura del servizio comporterebbe, per lo stesso periodo, per i cittadini un notevole aggravio di spesa, passando da una tassa media di 50 euro per abitante ad una di 88 euro;
- in atto esiste un contenzioso tra la Dedalo ed il Comune di Campobello sia per la gestione della discarica, il cui contratto non è stato mai firmato dalla Dedalo, che per il presunto credito vantato dalla Dedalo per la fatturazione del servizio;
- tale contenzioso è ancora in atto, ma che tuttavia si è appreso che nell’ultima riunione dei Sindaci della Dedalo è stato dato mandato all’Assessorato regionale di individuare due funzionari per la risoluzione della controversia;
- tale verifica extragiudiziale dovrebbe comportare la cessazione del contenzioso, mentre di fatto così non è, rischiando, se la soluzione non dovesse soddisfare almeno una delle parti, di perdere ulteriore tempo;
- il dato relativo alla raccolta differenziata nell’ambito è troppo basso (a quanto pare pari al 10%), mentre la legge regionale 2/07 prevede una raccolta differenziata del 60% nel 2010 ed il codice dell’ambiente una raccolta del 65% entro il 31/12/2012, per cui è necessario predisporre gli atti ed i mezzi per aumentare tale dato, allo scopo di far diminuire il costo del servizio;
- in atto il conferimento nella discarica di Siculiana ha determinato un notevole aggravio della spesa, gravando sui cittadini di Campobello, per un costo giornaliero di mille euro;
- sarebbe opportuno studiare soluzioni alternative come ad esempio una nuova vasca di raccolta nella discarica di contrada Bifara-Favarotta, previa verifica dei benefici per la popolazione, ma soprattutto l’avvio della raccolta differenziata che comporterebbe un minor conferimento in discarica, con evidenti risparmi sul conferimento e sul trasporto;
- dai bilanci della Dedalo emerge l’insufficiente stanziamento della società per la gestione post-mortem della discarica di Campobello, per come rilevato dal Collegio dei Sindaci nella relazione al bilancio 2008;
- i bilanci della Dedalo a partire dal 2006 hanno registrato una perdita che di fatto ha portato un deficit patrimoniale di quasi 900 mila euro, con il rischio concreto di porre la società in liquidazione, anche per l’inadeguatezza del patrimonio rispetto le immobilizzazioni;
- ad oggi la Dedalo deposita i mezzi operanti sul territorio di Campobello in una zona non idonea, generando proteste dei cittadini per i continui rumori nelle ore notturne e le esalazioni che fuoriescono dai mezzi e che sarebbe opportuno, invece, che la stessa individuasse un sito idoneo dove poter trasferire anche i CAM per l’avvio della raccolta differenziata, ma anche per depositare i beni ingombranti, nell’attesa di essere conferiti in discarica;
- il nuovo processo di riforma dei rifiuti avviato dal Governo regionale ha come obiettivo primario l’avvio di una seria politica per la raccolta differenziata “porta a porta” e per il riutilizzo del materiale raccolto, cercando di diminuire al massimo il conferimento dei rifiuti in discarica;
- tale processo di riforma comporterà una revisione degli ATO esistenti, con una sicura riduzione degli stessi, forse uno per provincia, con la revisione dei piani d’ambito e con un diverso ruolo degli ATO, da gestori a regolatori;
- la sentenza n.238/2009 della Corte Costituzionale ha stabilito la natura tributaria anche della TIA di cui al Dlgs 22/97 e quindi la non assoggettabilità all’applicazione dell’IVA;
- il servizio gestito della Dedalo è un semplice trasferimento di competenza, con gestione in house, e non rappresenta una prestazione di servizio di natura corrispettiva e dunque la Dedalo non può applicare l’IVA al 10% sulle fatture, per come condiviso da una relazione della Corte dei conti sugli ATO rifiuti;
- dal 2005 al 2009 la Dedalo ha emesso fatture per 7,3 milioni di euro per un’IVA pari a quasi 661 mila euro, per cui sarebbe opportuno che il Comune, oltre le contestazioni sulla difformità rispetto al contratto di servizio, evidenziasse la volontà di non riconoscere, comunque, l’IVA applicata dalla Dedalo;
- il mancato avvio della raccolta differenziata può portare alla condanna della Corte dei Conti per danno patrimoniale, come confermato da una recente sentenza parziale del 9/12/2009, n.1492 della Corte dei Conti, Sez. Giur. Regione Campania, in cui si è stabilito che sussiste il danno pubblico patrimoniale materiale determinato dalla mancata o insufficiente realizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, pregiudizio che presenta i requisiti della certezza, della concretezza e dell'attualità, in presenza della insufficiente attivazione della raccolta differenziata presso un ente locale; di questo danno rispondono, a titolo di colpa grave, il Sindaco e i competenti dirigenti dell’ente pubblico: il primo cittadino perché ha omesso di assumere iniziative finalizzate all'incremento della raccolta differenziata dei rifiuti, mentre i dirigenti tecnici per non avere curato il preciso obbligo di assicurare la legittimità degli adempimenti prescritti dalla legge in materia, per non avere curato la vigilanza e il controllo dei servizi gestiti dalla ditta appaltatrice, venendo meno anche all’obbligo d'impulso, nei confronti dello stesso Sindaco;
- tutto ciò potrebbe essere addebitato alla Dedalo vista la competenza della stessa ai fini della raccolta differenziata, per come evidenziato nel contratto di servizio firmato dalla Dedalo e dal Comune di Campobello di Licata;
- con delibera consiliare del 30/11/2009, in fase di assestamento di bilancio, il Consiglio comunale di Campobello è stato costretto a prevedere uno stanziamento di € 41.864,96 da destinare alla ricapitalizzazione del patrimonio della Dedalo a causa delle ripiano delle perdite d’esercizio 2008 e così probabilmente avverrà per l’esercizio contabile 2009;
- il ripiano delle perdite si traduce nei fatti, vista la mancanza di un bilancio di previsione, in un rimborso di spesa “a piè di lista” e quindi può è considerato in sostanziale violazione dell’art.238, comma 3, del D.lgs. n.152 del 2006, per come è stato evidenziato dalla Corte dei Conti, per cui in sede di riconoscimento del debito è necessario effettuare adeguati approfondimenti;
ritenuto
- importante che il Consiglio Comunale, per la prima volta, dia un atto di indirizzo al fine di porre fine ad alcune disfunzioni createsi in questi anni e per programmare una corretta gestione integrata dei rifiuti per il futuro;
- importante valutare la possibilità di effettuare investimenti, anche con risorse del bilancio comunale, per avviare la raccolta differenziata “porta a porta” monomateriale, con la concreta possibilità di risparmi nel tempo,
per quanto premesso, considerato e ritenuto il Consiglio Comunale di Campobello di Licata,
INVITA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
- a rappresentare all’interno degli organismi della Dedalo la opportunità di realizzare i miglioramenti suggeriti dal Prof. Angelini nella sua relazione come ad esempio quello di redarre un bilancio di previsione annuale, a partire dall’anno 2010, allo scopo di assicurare una sana e prudente gestione, impegnando tutto il Consiglio di amministrazione ad attuare il bilancio nei limiti di quello previsionale approvato;
- a rappresentare all’interno degli organismi della Dedalo la necessità inderogabile di approntare un piano industriale per la determinazione del costo del servizio e dei criteri oggettivi per la ripartizione ai singoli Comuni, con una vera realizzazione dell’obiettivo delle perequazione, atteso che fino ad oggi, in forza del costo medio per abitante e della popolazione fissata al 31/12/2001, il Comune di Campobello ha affrontato una maggiore spesa di oltre 500 mila euro per il periodo 2005/2009, riservandosi ogni azione legale;
- a contestare, comunque, alla Dedalo l’applicazione dell’IVA per il servizio reso, che per il periodo 2005/2009 ammonta a quasi 661 mila euro, in considerazione del fatto che la Dedalo gestisce un servizio in house, trasferito dai comuni per competenza e non può essere considerato come prestazione di servizio di natura corrispettiva;
- a proporre, dunque, all’interno dell’organo assembleare l’obbligatorietà, ai sensi dell’art.26 dell’atto costitutivo, dell’approvazione di un Piano d’ambito pluriennale aggiornato, obbligatorio per ogni linea di attività, che deve contenere la previsione del tasso di copertura del servizio, nel rispetto delle prescrizioni delle norma di finanzia locale, nonché le tariffe, nel rispetto della normativa vigente e del criterio di perequazione, ma soprattutto i presupposti per l’avvio di una seria politica finalizzata alla raccolta differenziata;
- a rappresentare il diritto-dovere di ogni Comune di vedere riallineati i vari contratti di servizio stipulati atteso che attualmente gli stessi non sono identici con una evidente disparità di trattamento tra i soci, per come si evince dalla relazione dei Sindaci al bilancio di previsione 2006 e dalla relazione sulla gestione dei rifiuti per il miglioramento dei servizi e della gestione della Dedalo Ambiente - ATO AG 3 predisposta del Prof. Angelini;
- a rappresentare agli organismi della Dedalo la necessità inderogabile di avviare la raccolta differenziata al fine di raggiungere le percentuale fissate dalle normative vigenti, con un serio programma “porta a porta”, investendo tutta la deputazione agrigentina ed il Presidente della Regione per assicurare i finanziamenti per l’acquisto dei mezzi, delle attrezzature e degli impianti, necessari per l’avvio di una seria politica di raccolta differenziata, prevedendo anche un eventuale impegno finanziario del Comune;
- a valutare la possibilità di citare la Dedalo per danno erariale, a causa del mancato avvio della raccolta differenziata, per come sancito da una recente sentenza parziale del 9/12/2009, n.1492 della Corte dei Conti, Sez. Giur. Regione Campania, in cui si è stabilito che sussiste il danno pubblico patrimoniale materiale determinato dalla mancata o insufficiente realizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, pregiudizio che presenta i requisiti della certezza, della concretezza e dell'attualità, in presenza della insufficiente attivazione della raccolta differenziata presso un ente locale;
- ad avviare una seria politica di informazione alla cittadinanza e soprattutto nelle scuole per incentivare la raccolta differenziata;
- ad acquisire dalla Dedalo, qualora non in possesso, il piano d’ambito approvato alcuni anni fa, le delibere assembleari, le delibere del consiglio di amministrazione, i bilanci con le relazioni allegate, i verbali del collegio sindacale e la copia di tutti i contratti di servizio stipulati con i Comuni soci e comunque a rappresentare alla Dedalo il diritto dei Consiglieri comunali all’accesso degli atti per come sancito da alcune sentenze;
- ad acquisire dalla Dedalo i dati, suddivisi per anno, relativi alla raccolta dei rifiuti e la percentuale di raccolta differenziata raggiunta sia da ogni singolo Comune che complessivamente all’interno dell’ATO AG3 e comunque a rappresentare all’interno dell’assemblea dei soci della Dedalo l’opportunità della stessa di pubblicare i dati relativi;
- a rappresentare la volontà del Comune di Campobello di aumentare il capitale sociale della Dedalo allo scopo di renderlo adeguato rispetto alle immobilizzazioni dell’attivo patrimoniale, andando in contro alle continue segnalazioni del Collegio dei Sindaci;
- a rappresentare al Consiglio di Amministrazione ed all’Assemblea dei soci della Dedalo l’indifferibile esigenza di stanziare adeguate risorse finanziarie nell’apposito fondo per la messa in sicurezza e la gestione post-mortem trentennale della discarica di Campobello, per come rilevato più volte dal Collegio sindacale;
- a rappresentare agli organismi della Dedalo, quale necessità inderogabile, la firma del contratto per la gestione della discarica, anche per garantire in sicurezza la gestione post-mortem;
- ad imporre il divieto di sosta per i mezzi della Dedalo che operano nel territorio di Campobello nelle aree attualmente utilizzate, poiché causano forti rumori durante le ore notturne ed esalazioni continue, allo scopo di individuare un’area idonea come ad esempio quella di fronte il centro di commercializzazione dei prodotti agricoli, che potrebbe essere utilizzata anche come centro comunale di raccolta differenziata, ma anche come deposito temporaneo per i beni ingombranti;
- a definire meglio i termini per la verifica extragiudiziale per porre fine al contenzioso con la Dedalo, atteso che dalle informazioni in possesso il o i funzionari incaricati decideranno definitivamente sul contenzioso aperto e ciò appare al momento una soluzione con molte incognite,
SI IMPEGNA
- in sede di riconoscimento della perdita 2008 della Dedalo, e di quella che potrebbe maturare nel 2009, ad effettuare adeguati approfondimento anche perché il ripiano della perdita si traduce nei fatti, vista la mancanza di un bilancio di previsione, in un rimborso di spesa “a piè di lista” e quindi può è considerato in sostanziale violazione dell’art.238, comma 3, del D.lgs. n.152 del 2006, per come è stato evidenziato dalla Corte dei Conti;
- ad intraprendere tutte le possibili iniziative ed adottare gli atti conseguenti per tutelare gli interessi dei cittadini della Comunità di Campobello di Licata.


Campobello di Licata, 1/3/2010

Firme

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