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sabato 2 luglio 2011

A proposito della lista "Prima di tutto" e dello sbarramento del 5%

In un precedente post (http://giuseppesferrazza.blogspot.com/2011/06/le-varie-ipotesi-al-ballottaggio-al.html) avevo scritto che, in merito alle ultime elezioni al Comune di Canicattì, rimaneva il problema della lista "Prima di tutto" che aveva superato lo sbarramento del 5% poichè i voti validi considerati erano solo quelli di lista e non quelli del Sindaco.


Avevo scritto che una certa giurisprudenza considerava validi anche i voti attribuiti al Sindaco e non solo alle liste.


Sul punto pochissimi giorni fa è stata emessa la sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa n.468/2011 del 30/6/2011 in merito ad un ricorso, già discusso in 1° grado al TAR, di un cittadino, candidato alla carica di consigliere comunale del Comune di Bronte nella tornata elettorale del 30 e 31 maggio 2010, nella lista "MPA - Alleati per il sud" e primo dei non eletti, contro il verbale delle operazioni dell'Ufficio centrale, relativo alla proclamazione dei consiglieri eletti, nella parte in cui aveva attribuito un seggio alla lista n.6 P.D., anzichè alla lista M.P.A., in quanto aveva superato lo sbarramento del 5% dei voti validi calcolati sui voti di lista e non anche quelli attribuiti al Sindaco.


Il CGA ha ribadito che ai fini della determinazione della soglia di sbarramento, l'inciso 5% dei voti validi espressi, contenuto nell'art.4, comma 3-bis, della l.r. n.35 del 1997, si riferisce solamente ai voti validi espresso per le liste e non anche dalla sommatoria tra detti voti e quelli espressi per i candidati sindaci.


Si chiude, dunque, a mio parere la questione della lista "Prima di tutto" che a questo punto secondo la recente giurisprudenza ha superato lo sbarramento del 5% ed ha avuto attribuito un consigliere comunale.


Scarica sentenza del CGA (link)

martedì 7 giugno 2011

Analisi del voto disgiunto al Comune di Canicattì

Ritornando al risultato del 1° turno elettorale nel Comune di Canicattì è possibile fare una prima analisi sul voto disgiunto, evitando ogni considerazione politica.




Complessivamente i voti di lista ammontano a 21.237 a cui è necessario aggiungere 529 voti per il solo Sindaco per un totale di 21.766 voti validi.

Il voto disgiunto è andato a favore del candidato Corbo, +2.369 voti rispetto ai voti di coalizione (2.648 voti) per un complessivo di 5.017 voti, segue il candidato Cammalleri, +1.500 voti rispetto ai voti di coalizione (517 voti) per un complessivo di 2.017 voti ed il candidato Tedesco, +936 voti rispetto ai voti di coalizione (2.491 voti) per un complessivo di 3.427 voti.
Tutti gli altri candidati ottengono meno voti rispetto a quello delle coalizioni che li hanno sostenuti.
Nello specifico il candidato Cani ha ottenuto 1.808 voti in meno rispetto a quello della sua coalizione (6.297 voti) per un totale di 4.489 voti, segue il candidato Bartoccelli che ha ottenuto 1.572 voti in meno rispetto a quello della sua coalizione (5.010 voti) per un totale di 3.438 voti e la candidata Ragona che ha ottenuto 896 voti in meno rispetto a quello della sua coalizione (4.274 voti) per un totale di 3.378 voti.
La stessa dinamica dei dati è avvenuta nelle singole sezioni.
In valore assoluto il maggiore voto disgiunto per Corbo è arrivato nella scuola Rapisardi (+480 voti), segue la scuola La Carrubba (+411 voti) e la scuola Crispi, per intenderci il quartiere Borgalino (+382 voti). Di contro Cani ha perso più voti nella scuola La Carrubba (-360 voti), Rapisardi (-334 voti) e Don Bosco (-265 voti).
Il sottoscritto ha monitorato una sezione elettorale della scuola Rapisardi, scuola in cui è risultato più elevato il voto disgiunto in favore di Corbo ed a sfavore di Cani (dopo quella della scuola La Carrubba).
Il dato che viene fuori non è significativo, poiché è sola una sezione su trentasei complessive, ma è indicativo delle dinamiche del voto disgiunto.
Il dato può essere eletto in due direzioni, i voti dalle liste al Sindaco ed i voti di provenienza del Sindaco.
Il voto della coalizione Cammalleri, che coincide con il voto della lista “Fiamma Tricolore”, è andato per il 90% al candidato Cammalleri e per il 10% al candidato Tedesco.
Il voto della coalizione Cani è andato per il 62,1% al candidato Cani, per il 15,8% al candidato Corbo, per l’8,9% al candidato Tedesco, per il 6,9% al candidato Cammallari, per il 4,4% alla candidata Ragona e per il 2% al candidato Bartoccelli.
Il voto della coalizione Corbo, che coincide con il voto della lista “Corbo Sindaco”, è andato per l’86,5% al candidato Corbo (la lista “Corbo Sindaco” è risultata la seconda lista più fedele dopo quella di “Impegno Civico” e prima della lista del PD), per il 5,4% alla candidata Ragona ed al candidato Cammalleri e per il 2,7% al candidato Cani. Nessun voto a Tedesco e nessun voto a Bartoccelli.
Il voto della coalizione Tedesco è andato per l’80% al candidato Tedesco, per il 5,3% al candidato Corbo ed alla candidata Ragona, per il 4% al candidato Cammalleri e per il 2,7% al candidato Cani ed al candidato Bartoccelli.
Il voto della coalizione Ragona è andato per il 50% alla candidata Ragona (nella sostanza come si vedrà più avanti in questa sezione la candidata non  è stata adeguatamente sostenuta dalla lista del PDL e soprattutto da quella “Prima di Tutto”), per il 20% al candidato Corbo, per l’11,4% al candidato Cani, per il 7,1% al Candidato Tedesco ed al candidato Bartoccelli e per il 4,3% al candidato Cammalleri.
Il voto della coalizione Bartoccelli è andato per il 66,2% al candidato Bartoccelli, per l’11,3% al candidato Corbo, per il 9,8% al candidato Tedesco, per il 6% al candidato Cammalleri, per il 3,8% alla candidata Ragona e per il 3% al candidato Cani.
Analizzando i voti delle singole liste si evidenzia quanto segue (al netto delle considerazioni già espresse per le liste “Fiamma Tricolore” e “Corbo Sindaco”):
FLI. Cani (54,2%), Corbo (29,2%), Cammalleri (8,3%) Tedesco e Bartoccelli (4,2%). Nessun voto alla candidata Ragona;
Città Nuova. Cani (52,6%), Ragona (26,3%), Tedesco (10,5%), Corbo e Cammalleri (5,3%). Nessun voto a Bartoccelli;
I Meridionali. Cani (60,8%), Corbo (17,6%), Tedesco (9,8%), Cammalleri (5,9%), Bartoccelli (3,9%), Ragona (2,0%);
Canicattì Futuro. Cani (68,7%), Corbo (14,9%), Tedesco (9%), Cammalleri (6%), Ragona (1,5%). Nessun voto per Bartoccelli;
UDC. Cani (61,9%), Cammalleri (14,3%), Corbo (9,5%), Tedesco, Ragona, Bartoccelli (4,8%);
Sicilia Vera. Cani (61,9%), Corbo e Tedesco (14,3%), Ragona e Cammalleri (4,8%). Nessun voto per Bartoccelli;
PD. Tedesco (82,1%), Ragona (7,1%), Bartoccelli, Corbo e Cammalleri (3,6%). Nessun voto per Cani;
Uniti per Canicattì. Tedesco (73,7%), Corbo e Cani (10,5%), Cammalleri (5,3%). Nessun voto per Ragona e Bartoccelli;
Prima di tutto Canicattì. Corbo (43,8%), Ragona (31,3%), Cani (12,5%), Cammalleri e Tedesco (6,3%). Nessun voto per Bartoccelli;
Cuore. Ragona (80%), Tedesco (13,3%), Cani (6,7%). Nessun voto per Corbo e Bartoccelli;
PDL. Ragona (46,2%), Corbo (17,9%), Cani (12,8%), Bartoccelli (12,8%), Cammalleri e Tedesco (5,1%);
MPA. Bartoccelli (64,6%), Corbo (15,2%), Tedesco (10,1%), Cammalleri (5,1%), Ragona (3,8%), Cani (1,3%);
Forza Canicattì. Bartoccelli (77,8%), Cammalleri e Ragona (11,1%). Nessun voto per gli altri candidati;
Canicattì Forte e Libera. Bartoccelli (61,1%), Tedesco (11,1%), Cammalleri, Cani e Corbo (8,3%), Ragona (2,8%);
Impegno civico. Bartoccelli (88,9%), Tedesco (11,1%). Nessun voto per gli altri candidati.


Analizzando i voti dei candidati a Sindaco provenienti da quelli di lista si evince che:
Cammalleri ha ricevuto il 34,1% dei voti dalla coalizione Cani, il 22% dalla sua lista, il 19,5% dalla coalizione Bartoccelli, il 9,8% dalla coalizione Corbo ed il 7,3% dalla coalizione Tedesco e dalla coalizione Ragona;
Cani ha ricevuto l’88,7% dei voti dalla sua coalizione, il 5,6% dalla coalizione Ragona, il 2,8% dalla coalizione Bartoccelli e l’1,4% dalla colazione Corbo e dalla coalizione Tedesco. Nessun voto dalla coalizione Cammalleri;
Corbo ha ricevuto il 49,6% dei voti dalla sua coalizione, il 24,8% dalla coalizione Cani, l’11,6% dalla coalizione Bartoccelli, il 10,9% dalla coalizione Ragona, il 3,1% dalla coalizione Tedesco. Nessun voto dalla coalizione Cammalleri;
Tedesco ha ricevuto il 61,9% dei voti dalla sua coalizione, il 18,2% dalla coalizione Cani, il 13,2% dalla coalizione Bartoccelli, il 5,2% dalla coalizione Ragona, l’1% dalla coalizione Cammalleri. Nessun voto dalla coalizione Corbo;
Ragona ha ricevuto il 61,4% dei voti dalla sua coalizione, il 15,8% dalla coalizione Cani, l8,8% dalla coalizione Bartoccelli, il 7% dalla coalizione Corbo e dalla colazione Tedesco. Nessun voto dalla coalizione Cammalleri;
Bartoccelli ha ricevuto l’88,9% dei voti dalla sua coalizione, il 5,1% dalla coalizione Ragona, il 4% dalla coalizione Cani ed il 2% dalla coalizione Tedesco. Nessun voto dalla coalizione Cammalleri e Corbo.















domenica 5 giugno 2011

Le varie ipotesi al ballottaggio al Comune di Canicattì

Tralasciando ogni analisi politica (sarei di parte, visto che sono un dirigente del PD), dopo la presentazione degli apparentamenti di oggi alle ore 14 si è fatto più chiaro il quadro delle alleanze ed è possibile fin da ora attribuire i seggi sia nel caso di vittoria di Cani che nel caso di vittoria di Corbo.


Quest’ultimo non ha fatto nessun apparentamento, mentre Cani ha accettato solamente di apparentarsi con la lista del PD e dunque chi vince prende il premio di maggioranza, pari a 18 Consiglieri comunali.
Nel caso di vittoria di Cani i 18 seggi andranno così attribuiti: 5 alla lista “I Meridionali” (Asti, Di Natale, Mantione, Cucurullo, Tiranno), 6 alla lista “Canicattì Futuro” (Migliorini, Frangiamone, Guarneri, La Verde, Bartolotta, Ritocco) e 7 alla lista del “PD” (Muratore, Maira, Comparato Antonio, Palmeri, Merlino, Aprile, Giardina Vincenzo). I restanti 12 seggi andranno così attributi: 3 alla lista “Corbo Sindaco” (Licata, Trupia, Nicosia), 1 alla lista “Prima di Tutto” (Milioti), 3 alla lista del “PDL” (Di Benedetto, Sacheli, Failla), 3 alla lista “MPA” (Tiranno, Daniele, Giardina Gioachino), 2 alla lista “Canicattì Forte e Libera” (Comparato Alessio, La Cola).
Nel caso di vittoria di Corbo i 18 seggi andranno attribuiti alla lista “Corbo Sindaco” (Licata, Trupia, Nicosia, Ferrante, La Valle, Giardina, Corbo, Rizzo, Parla, Sardone, Lo Giudice, Saieva, Villareale, Rossano, Cani, Canicattì, Baldo, Bordonaro, Nocilla - al posto di Corbo). I restanti 1  2 seggi andranno così attributi: 1 alla lista “I Meridionali” (Asti), 2 alla lista “Canicattì Futuro” (Migliorini, Frangiamone), 2 alla lista del “PD” (Muratore, Maira), 1 alla lista “Prima di Tutto” (Milioti), 2 alla lista del “PDL” (Di Benedetto, Sacheli), 3 alla lista “MPA” (Tiranno, Daniele, Giardina Gioachino), 1 alla lista “Canicattì Forte e Libera” (Comparato Alessio).
La coalizione Corbo oscilla da un minino di 3, in caso di sconfitta, ad un massimo di 18, in caso di vittoria, mentre quella di Cani oscilla da un minimo 5, in caso di sconfitta, ad un massimo di 18, in caso di vittoria.
Tralasciando le due coalizioni al ballottaggio le altre aumenterebbero ciascuna di un consigliere nel caso di vittoria di Cani, la Ragona da 3 a 4 (+1 la lista “PDL”) e Bartoccelli da 4 a 5 (+1 la lista “Canicatti Forte e Libera”).
Rimane sempre il problema della lista “Prima di tutto” che sembra essere stata ammessa all’attribuzione dei seggi visto che ha superato il 5% dei voti di lista (1.066 su 21.238 voti di lista complessivi per un risultato del 5%). Esiste una giurisprudenza (TAR Sicilia e Consiglio di Stato del 2010) che considera i voti validi quelli attribuiti al Sindaco e non solo alle liste per cui nel caso specifico i voti validi sarebbero pari a 21.766 e la percentuale del 5% coinciderebbe con 1.088 voti, per cui questa lista andrebbe esclusa dal riparto dei seggi. In questo caso gli effetti sarebbero che in caso di vittoria di Cani il seggio prima attribuito a quella lista andrebbe alla lista “Corbo Sindaco” (Eletto Ferrante Bannera Giuseppe), mentre nel caso di vittoria di Corbo andrebbe alla lista “I Meridionali” (Eletto Di Natale Francesco).
Nelle prossime puntate un’analisi dettagliata del voto ed un’analisi del voto disgiunto su una sezione monitorata che non sarà come dato significativo ma è sicuramente indicativo. Da questa analisi si vedrà per ogni lista dove sono andati i voti per il Sindaco.


giovedì 28 aprile 2011

I risultati elettorali delle elezioni del 2006 a Canicattì

Appare utile ricordare ai vari pretendenti di questa campagna elettorale, dal risultato assai incerto, i risultati delle ultime elezioni amministrative anche per alcune considerazioni.

Gli elettori ed i votanti
Gli elettori nel 2006 furono 31.631, di cui 16.478 donne e 15.153 uomini, oggi invece dovrebbero attestarsi sui 32.500.
I votanti al 1° turno furono 22.273 ovvero il 70,4% del corpo elettorale, al 2° turno i votanti furono 18.996, ovvero il 60% del corpo elettorale.
È verosimile dunque che il prossimo 29 e 30 maggio si rechino a votare tra 22 e 23 mila cittadini.
I voti validi sono risultati 21.087 per il Sindaco e 20.564 per il Consiglio.
Le schede ed i voti non validi furono 1.186, ovvero il 5,3% dei votanti, di cui 1.102 nulle e 84 schede bianche, mentre per i voti di lista quelle nulle furono 1.119. Infine, le schede valide solo per il Sindaco furono 506.
Le sezioni in cui si è votato furono 32 di cui 5 presso la scuola Crispi per un totale di 4.469 elettori, 5 presso la scuola Rapisardi per un totale di 4.883 elettori, 5 presso la scuola La Carrubba per un totale di 5.039 elettori, 4 presso la scuola De Amicis per un totale di 3.952 elettori, 2 presso la scuola Verga per un totale di 1.838 elettori, 4 presso la scuola Gangitano per un totale di 3.665 elettori, 4 presso la scuola Don Bosco per un totale di 4.786 elettori e 3 sezioni presso la scuola Acquanova per un totale di 2.999 elettori.
La scuola La Carrubba è risultata la scuola con la maggiore presenza di elettori, seguita dalla Rapisardi e dalla Don Bosco.
Per quanto riguarda le singole sezioni la più numerosa è risultata la n.29 presso la scuola Don Bosco con 1.495 elettori mentre la meno numerosa è risultata la n.22 presso la scuola Gangitano con 866 elettori.
Gli elettori stranieri
Per quanto riguarda gli stranieri si fa un gran parlare soprattutto sul numero degli elettori, con numeri buttati a casaccio.
Ebbene da informazioni direttamente attinte dall’ufficio elettorale gli elettori stranieri sono 1.096 di cui solo 200 hanno fanno richiesta di voto ed il tempo utile di  tale richiesta sembra stia per scadere, o è già scaduto.
Dunque l’elettorato straniero incide per il 3,4% rispetto a quello locale, una percentuale risibile ed ancora più risibile la percentuale di quelli che probabilmente andranno a votare, probabilmente sotto l’1% dei votanti.
Ciò naturalmente non significa che le coalizione non debbano attenzionare le problematiche delle varie comunità straniere, la cui più numerosa è rappresentata da quella rumena con 1048 residenti al 1/1/2010, anche se i numeri delle presenze sono sicuramente superiori. C’è, infatti, qualcuno che parla della presenza di almeno 6 mila rumeni, che sinceramente mi sembrano troppi.
Il voto per il Sindaco
Come accennato i voti per il Sindaco furono 21.087 di cui 6.984, pari al 33,1%, per l’architetto Rosa Maria Corbo sostenuta dal centrodestra (UDC, Alleanza Nazionale, Forza Italia, MSI Fiamma Tricolore e dalla lista civica "Futuro"), 6.926, pari al 32,8%, per l’attuale Sindaco Corbo sostenuto da due liste civiche (“Sindaco Corbo” e “Cuore”) e da Italia dei Valori, 4.740 voti, pari al 22,5%, per il dott. Merlino sostenuto dal Centrosinistra (Margherita, Rifondazione Comunista, Democratici di sinistra e dalla lista civica "Canicattì nel cuore"), 1.922 voti, pari al 9,1%, per l’avv. Li Calsi sostenuto dalla lista civica “Noi per Canicattì” e dal MPA e 515 voti, pari al 2,4%, per Di Grigoli sostenuto dalla lista civica “Rinascita Canicattinese”.
Analizzando i dati dei primi tre candidati a Sindaco si evince che:
-         l’attuale Sindaco Corbo ha prevalso nelle prime 15 sezioni coincidenti alle scuole Crispi, Rapisardi e La Carrubba mentre l’architetto Corbo ha prevalso in tutte le altre;
-         l’attuale Sindaco Corbo nelle prime 15 sezioni ha ottenuto il 54% dei suoi consensi, percentuale che si abbassa al 38% per l’architetto Corbo, al 37,4% per Merlino, al 47,2% per il candidato Di Grigoli, al 34,4% per il candidcato Li Calsi. Complessivamente le prime 15 sezioni hanno contributo per il 43% dei voti totali a Sindaco. I voti determinanti dell’attuale Sindaco sono arrivati principalmente dai quartieri di Borgalino e Oltre ponte;
-         per quanto riguarda le coalizioni vale lo stesso ragionamento fatto nel punto precedente, seppur con percentuali leggermente diverse;
-         il voto disgiunto più cospicuo (oltre 400 voti) per l’attuale Sindaco Corbo si è avuto nelle scuole Crispi, Rapisardi, La Carrubba e Don Bosco, in questa ultima scuola con tutta probabilità tutto il voto disgiunto  è stato attinto dalla coalizione che ha sostenuto l’architetto Corbo (+425 voti per l’attuale Sindaco e -442 per l’architetto).
Per quanto riguarda, invece, le liste che appoggiavano i candidati a Sindaco si evidenzia che la coalizione che ha sostenuto l’architetto Corbo ha ottenuto 9.233 voti, pari al 44,9%, quella che ha sostenuto l’attuale Sindaco Corbo 4.160 voti, pari al 20,2%, e quella che ha sostenuto Merlino 4.916 voti, pari al 23,9%.
Dunque dal passaggio dai voti delle coalizioni ai voti dei candidati a Sindaco l’architetto Corbo ha perso 2.249 voti, l’attuale Sindaco ha guadagnato 2.766 voti e Merlino ha perso solo 176 voti. Il voto disgiunto è risultato una costante per i due Corbo, a vantaggio di uno ed a svantaggio dell’altra.
Il voto di lista
Complessivamente i voti complessivi delle 15 liste presentate sono risultati pari a 20.564.
La prima lista è risultata la lista “Corbo Sindaco” con il 14,2% (2.929 voti), la seconda quella di Forza Italia con il 12,2% (2.504 voti), la terza quella dei Democratici di Sinistra con l’11,9% (2.456 voti), la quarta quella dell’UDC con l’11,7% (2.402 voti) e la quinta quella di Alleanza Nazionale con il 10,9% (2.252 voti).
Tutte le altre liste hanno raggiunto percentuali sotto il 10% e ben 7 liste non hanno raggiunto il quorum del 5%, oggi determinante per l’attribuzione dei seggi in Consiglio comunale e del premio di maggioranza.
La lista meno votata è risultata quella di “Rinascita canicattinese” con 321 voti, pari all’1,6%.
Analizzando i voti per scuole si evidenza come la lista “Corbo Sindaco” nelle primi 5 sezioni della scuola Crispi abbia ottenuto il 24,2% dei consensi ed è rimasta la lista più votata anche nelle scuole Rapisardi (13,3%), La Carrubba (17,5%) e Gangitano (14,8%), mentre nelle altre scuole la lista più votata è risultata quella di Forza Italia nella scuola De Amicis (15,6%), nella scuola Verga (13,7%) e nella scuola Don Bosco (14%) e quella dell’UDC nella scuola Acquanova (13,8%).
I voti di preferenza e di lista
I voti di preferenza dei 383 candidati sono risultati pari a 19.248 mentre quelli attribuiti solo alle liste sono risultati pari a 1.316, per un totale di 20.564 voti.
Analizzando i voti di preferenza si evince che quasi il 18% dei candidati (67) non hanno preso un voto, mentre quasi il 42% ha preso da 1 a 30 voti.
Dunque quasi il 60% dei candidati sono risultati di disturbo ed hanno determinato appena l’8,3% dei voti validi, percentuale che sale quasi al 69% dei candidati ed al 14,7% dei voti considerando anche i candidati della soglia 31-50 voti.
Sono solo 25 i candidati che hanno superato i 200 voti ma di contro hanno determinato il 31% dei voti validi.
Considerando i candidati sopra la soglia di 100 voti si evidenza che 65 candidati hanno determinato il 58,7% dei voti validi che aggiunti ai voti di lista portano ad un risultato pari al 65%.
Complessivamente su 383 candidati quelli che hanno ottenuto risultati accettabili, ovvero oltre i 30 voti, sono risultati 156 ovvero meno della metà (41%).
I 30 candidati più votati sono risultati: Corbo Vincenzo (354) e Di Benedetto Fabio (336) della lista “Corbo Sindaco”, Ficarra Diego (313) della lista AN, La Licata Luigi (307) della lista UDC, Di Ventura Ettore (296) della lista “Corbo Sindaco”, Giardina Gioachino (280) della lista AN, Cani Gaetano della lista “Canicattì Futuro” (270), Giardina Giovanni della lista DS (266), Licata Domenico della lista Margherita (260), Cilia Gino della lista “Noi per Canicattì” (253), Di Natale Francesco della lista UDC (250), De Luca Giuseppe della lista Forza Italia (250), Insalaco Antonio della lsita Margherita (242), Vaccaro Carmelo della lista “Canicattì futuro” (237), Trupia Ivan (236) e Cutaia Calogero (236) della lista UDC, Giordano Gioachino della lista Forza Italia (234), Cacciato Giuseppe della lista DS (229), Selvaggio Luigi (228) e Palilla Mauro (226) della lista Forza Italia, Di Naro Tino della lista UDC (226), Sabatino Pietro della lista DS (224), Onolfo Carmelo della lista “Corbo Sindaco” (219), Sacheli Irene della lista Forza Italia (218), La Valle Salvatore (205) e Nicosia Salvatore (198) della lista “Corbo Sindaco”, Tiranno Antonio della lista UDC (193), Alù Pietro della lista “Canicattì Futuro” (193) e Nicosia Salvatore della lista UDC (185).
Analizzando i voti attribuiti solo al simbolo della lista si evidenzia che le liste che hanno ottenuto risultati significativi sono rispettivamente la lista “Cuore” con 254 preferenza, la lista “Corbo Sindaco” con 215 preferenze, la lista Democratici di Sinistra con 173 preferenze e la lista Fiamma Tricolore con 154 preferenze. Sono solo appena 6 le preferenze per il simbolo “Noi per Canicattì”, 18 quelle per Italia dei Valori e 20 per le liste “Canicattì Futuro” e “Canicattì nel Cuore”.
I voti al ballottaggio
Al ballottaggio sono andati a votare 18.996 elettori pari al 60% del corpo elettorale, i voti validamente attribuiti al Sindaco sono risultati 12.282 di cui il 67,6% all’attuale Sindaco Corbo (12.361) ed il 32,4% all’altra candidata Rosa Maria Corbo (5.921).
Rispetto al 1° turno la lista “Rinascita Canicattinese” si è alleata con l’attuale Sindaco Corbo, mentre le due liste “Noi per Canicattì” e “Movimento per l’Autonomia”, per evitare l’attribuzione del premio di maggioranza all’attuale Sindaco, hanno stretto l’alleanza con l’architetto Rosa Maria Corbo.
L’attribuzione dei seggi
Dopo i risultati del ballottaggio sono stati attribuiti i 30 seggi.
Alla coalizione dell’architetto Corbo sono stati attribuiti 17 seggi di cui 4 per ciascuna delle liste di Forza Italia, UDC ed Alleanza nazionale, 2 alla lista Canicattì Futuro e un seggio a ciascuna delle liste “Noi per Canicattì”, Movimento per l’autonomia e Fiamma tricolore, all’attuale Sindaco sono stati attribuiti 6 seggi di cui 5 alla lista “Corbo Sindaco” ed un seggio alla Lista “Cuore”. Alla coalizione del candidato Merlino sono stati attribuiti 7 seggi di cui 4 ai DS, 2 alla Margherita ed uno alla lista “Canicattì nel cuore”.
I risultati del 2006 rapportati alla legge elettorale attuale
Cosa sarebbe accaduto con gli stessi dati elettorali del 2006 sulla base della LR 35/97 così come modificata dalla LR 22/08, che ha introdotto la soglia di sbarramento del 5%, e dalla LR 6/2011, che ha dato l’interpretazione autentica dei voti utili per l’attribuzione del premio di maggioranza (le altre modifiche della legge si applicano a partire dal 1/1/2012 e quindi non interessano questa tornata elettorale)?
Sulla scorta dei risultati del 2006, visto il risultato di ballottaggio e la mancata attribuzione del premio di maggioranza a causa del superamento del 50% dei voti validi da parte delle liste che appoggiavano la candidatura dell’architetto Corbo, delle 15 liste presentate solo 7 avrebbero superato la soglia di sbarramento del 5% ed avrebbero avuto attribuito almeno un seggio.
Nello specifico avrebbero ottenuto seggi le seguenti liste: Forza Italia (5 seggi contro i 4  assegnati nel 2006), “Canicattì Futuro” (3 seggi contro i 2 assegnati nel 2006), UDC (5 seggi contro i 4 assegnati nel 2006), Alleanza nazionale (4 seggi, ovvero gli stessi del 2006), “Corbo Sindaco” (5 seggi, ovvero gli stessi del 2006), DS (5 seggi contro i 4 assegnati nel 2006), La Margherita (3 seggi contro i 2 assegnati nel 2006). Perderebbero il seggio le liste “Noi per Canicattì”, MPA, Fiamma tricolore, Lista “Cuore” e la lista civica “Canicattì nel cuore”.
Complessivamente dunque la coalizione che al ballottaggio ha sostenuto l’architetto Corbo, in virtù degli apparentamenti, avrebbe confermato i 17 seggi, la coalizione che ha sostenuto l’attuale Sindaco perderebbe un seggio a vantaggio della coalizione che ha sostenuto il candidato Merlino.

In definitiva, visti i risultati elettorali del 2006 e quanto sta accadendo fino ad oggi, si rischia di rivedere quello che è accaduto cinque anni fa ovvero quasi 400 candidati di cui almeno un buon 60% di disturbo, circa 15 liste di cui molte delle quali non otterranno verosimilmente neanche un seggio e forse 5 o 6 candidati a Sindaco.
Il proliferare delle liste servirà solamente a trainare il candidato Sindaco con la speranza che arrivi al ballottaggio per poi cessare la propria funzione non avendo attribuito alcun seggio e non potendo partecipare ne ai voti di coalizione ne ai voti per determinare il premio di maggioranza.
Come sempre, purtroppo, la storia non insegna nulla, con buona pace della Politica, quella con la P maiuscola, e degli interessi della città di Canicattì.

 






mercoledì 22 ottobre 2008

Ma quanti sono gli stranieri in Provincia di Agrigento?

La notizia del pestaggio del cittadino rumeno, a cui va la mia solidarietà, da parte di alcuni ragazzi canicattinesi mi dà la possibilità di analizzare i dati relativi agli stranieri presenti nella Provincia di Agrigento.
A tal fine è necessario utilizzare i dati che l’ISTAT rende disponibili, dati che si riferiscono alla popolazione straniera residente nei Comuni Agrigentini e non purtroppo a quella presente (non si hanno statistiche ufficiali così dettagliate).
Secondo i dati ISTAT, al 31/03/2008 i cittadini residenti risultano pari a 7.150 ovvero l’1,6% della popolazione residente complessiva.
Il 48% di questi stranieri risiede in tre Comuni, ovvero Agrigento (1.654 pari al 23,1%), Canicattì (997 pari al 13,9%) e Licata (792 pari all’11,1%).


La comunità più numerosa è quella rumena con 2516 residenti, segue la comunità marocchina con 1218 residenti e tunisina con 819 residenti. La comunità cinese si colloca al quarto posto con 427 residenti.

Nel Comune di Campobello di Licata risultano registrati il 3,2% dei residenti stranieri della provincia di Agrigento, ovvero 232 residenti stranieri di cui 110 maschi e 122 femmine. I minorenni sono 21. Le famiglie almeno con uno straniero sono 136, quelle con capofamiglia straniero sono 95. Gli stranieri incidono per il 2,2% rispetto alla popolazione complessiva. Suddividendo i dati per cittadinanza si evince che il primo posto spetta alla Romania con 153 residenti, seguono a lunghissima distanza Germania e Ucraina con 14 residenti, la Cina con 10 residenti, il Marocco con 7 residenti e così via.

Nel Comune di Canicattì risultano 997 residenti, di cui 471 maschi e 526 femmine. I minorenni sono 152. Le famiglie almeno con uno straniero sono 624, quelle con capofamiglia straniero sono 492. Gli stranieri incidono per il 2,9% rispetto alla popolazione complessiva. Il dato si presenta il più elevato tra i Comuni della Provincia di Agrigento. Anche in questo caso è la comunità rumena quella più numerosa con 586 residenti, segue a lunghissima distanza quella tunisina con 113 residenti e polacca con 62 residenti.

È di tutta evidenza che i dati si riferiscono solo ai residenti perché gli stranieri presenti sono molti di più.
Alcuni, infatti, stimano che la comunità rumena sia pari a 5 mila unità solo nel Comune di Canicattì, dato dieci volte superiore a quello dei residenti.

Per chi volesse approfondire i dati si rinvia al seguente link:

All’inizio del paragrafo ho scritto che non si hanno statistiche ufficiali così dettagliate sugli stranieri presenti in Provincia di Agrigento.
A livello nazionale ogni anno la CARITAS MIGRANTES pubblica un rapporto, l’ultimo è il 17° rapporto, dossier statistico 2007.
Dal rapporto si evince che a fronte di una popolazione residente straniera pari al 31/12/2006 a 2,9 milioni quella relativa ai soggiornanti regolari (persone che, pur autorizzate a restare in Italia, o non sono interessati a registrarsi perché venuti per brevi periodi, o sono impossibilitati a farlo perché in situazione precaria quanto all’alloggio) è pari a 3,7 milioni.
In Sicilia a fronte di 78 residenti stranieri, quelli soggiornanti regolari sono pari a 107 mila.
Secondo questo rapporto la comunità straniera stimata più numerosa è quella rumena con quasi 556 mila unità, ovvero il 15,1% della popolazione straniera, segue la comunità marocchina con 287 mila unità e la comunità albanese con 381 mila unità.
Per approfondimenti si rinvia al seguente link:
Per ulteriori approfondimenti si rinvia al 1° rapporto sugli immigrati in Italia (Dicembre 2007) del Ministero dell’Interno - link

P.S. Il dato della figura si riferisce al 31/03/2008 e non al 31/12/2007 come riportato erroneamente

domenica 19 ottobre 2008

E si continua ancora a scendere

Nello scorso mese di luglio ho pubblicato un post (link) dal titolo "quota 10.312", ovvero la popolazione residente al 31/12/2007 a Campobello di Licata.
Qualche giorno fa l’Istat ha pubblicato l’aggiornamento fino al mese di Marzo di quest’anno.
Sulla base dei dati pubblicati si evince la continua discesa della popolazione nel nostro Comune, che a fine marzo si è attestata su 10.289 unità, con una diminuzione di 23 unità rispetto al 31/12/2007, contro una leggera crescita in Sicilia (+193 unità) ed in Italia (+96.337).
In provincia di Agrigento si registra un calo della popolazione, -342 unità rispetto al 31/12/2007.
Nei paesi limitrofi la popolazione residente è diminuita, tranne nel Comune di Canicattì dove si registrano 142 residenti in più.

L’Istat rende pubblici i dati mensili fin dal mese di gennaio dell’anno 2003 per cui è possibile fare un raffronto omogeneo con gli altri Comuni.
Per fare ciò utilizzeremo i numeri indici (vedi grafici 1 e 2), ovvero poniamo uguale a 100 la popolazione residente nel mese di gennaio dell’anno 2003, per ogni Comune.
Rispetto al mese di gennaio del 2003 a Campobello di Licata la popolazione residente è diminuita del 5,7%, di contro è aumentata quella provinciale dell’1%, quella regionale dell’1,1% e quella nazionale del 4,1%. Nel Comune di Canicattì la popolazione è aumentata dell’8,8%, mentre nei Comuni di Ravanusa e Naro la popolazione è diminuita rispettivamente del 6,4% e del 4%.



Se ci limitiamo ad analizzare solo i dati della popolazione e dell’evoluzione del saldo naturale (nati-morti) si evidenzia che il dato negativo del Comune di Campobello di Licata è influenzato dal saldo migratorio; infatti la popolazione, tenendo conto solo il saldo naturale, è diminuita solo dello 0,6%, nel periodo 01/2003-03/2008, percentuale che sale al -5,7% tenendo conto anche del saldo migratorio. In sostanza molti residenti hanno abbandonato Campobello, nonostante qualche straniero in più.



In Italia invece il saldo migratorio ha inciso positivamente; infatti la popolazione, tenendo conto solo del saldo naturale, è diminuita dello 0,1%, mentre con il saldo migratorio la popolazione è aumentata complessivamente del 4,1%. In questo caso il dato è stato influenzato dalla regolarizzazione degli stranieri.
Anche nel Comune di Canicattì il saldo migratorio ha inciso positivamente; infatti la popolazione, tenendo conto solo del saldo naturale, è aumentato dell’1,1%, percentuale che sale all’8,8% considerando anche il saldo migratorio, influenzato maggiormente dalla comunità rumena.
Sia in provincia di Agrigento che in Sicilia la popolazione, tenendo conto del saldo naturale, è rimasta quasi immutata, mentre è aumentata di un punto percentuale tenendo conto del saldo migratorio positivo.
Per approfondimenti si rinvia al sito web dell’istat: http://demo.istat.it/

lunedì 1 settembre 2008

Non ci resta che piangere!




Un interessante studio del Centro Studi Sintesi ripreso alcuni giorni fa dal giornale “Il Sole 24 ore” ha analizzato i risultati delle dichiarazioni dei redditi 2006, raggruppandoli per territorio ed attualizzandoli al 2007 con gli indici Istat.
Dallo studio, che possiede un grado di analisi approfondito fino a livello comunale, sono emerse alcune indicazioni importanti.

È necessario premettere che trattasi di risultati riportati dalle dichiarazioni dei redditi e quindi non propriamente attinenti alla realtà economica; non tengono conto infatti dell’economia sommersa che secondo uno studio recente dell’Istat (riferimento all’anno 2004) oscilla tra il 16,6% (230 miliardi di euro) ed il 17,7% (246 miliardi di euro) del PIL, con oscillazioni diverse per le singole regioni, e non tengono conto del diverso costo della vita dei territori.
Ad ogni modo i risultati sono interessanti, soprattutto se si analizzando i confronti rispetto alla situazione di otto anni fa.
Esiste un abisso tra le regioni del Nord e le regioni del Sud ed in particolare del Mezzogiorno.
Se infatti il reddito medio per contribuente in Italia è pari a 16.249 euro, nelle regioni del Nord arriva fino a 20.172 della Lombardia, mentre al Sud tocca punte minime di 10.201 euro della Calabria, mentre in Sicilia si attesta su 11.833 euro.
Rispetto ad otto anni fa (1999) il reddito medio italiano è cresciuto del 2%, con punte in positivo dell’11% in Valle D’Aosta e punte in negativo del 14% in Calabria, mentre la Sicilia registra un dato negativo del 5,6%.
A livello provinciale il reddito più alto si registra a Milano con 23.183 euro a contribuente, seguono Bologna (20.890 euro) e Roma (20.193 euro), quello più basso a Crotone con 9.356 euro a contribuente.
A livello comunale naturalmente i Comuni più ricchi si trovano al Nord, con il Comune di Ayas (AO) con 66.408 euro a contribuente, seguito da Basiglio (MI, 45.732 euro a contribuente) e Cusago (MI, 36.914 euro a contribuente), quelli più poveri si trovano al Sud, con al primo posto in senso negativo a Platì (RC) con 4.152 euro a contribuente, seguito da Val Rezzo (CO, 4.326 euro a contribuente) e Mazzarrone (CT, 4.381 euro).

In Sicilia è la provincia di Palermo a far registrare il reddito per contribuente più alto con un importo di 13.472 euro, mentre quello più basso si registra ad Enna con un importo di 9.511 euro. Rispetto al 1999 tutte le provincie hanno fatto registrare risultati negativi con punte dell’11,6% nella Provincia di Enna e del 10,1% nella provincia di Agrigento.
Sant’Agata Li Battiati (CT) è il Comune in cui si registra il reddito medio a contribuente (21.819 euro), per abitante (13.643 euro) e per famiglia (33.020 euro) più elevato, mentre Mazzarrone (CT) è quello più “provero” sia per il reddito medio per contribuente (4.381 euro) che per quello per abitante (2.580 euro), mentre per il reddito medio a famiglia il più “povero” è San Cono (CT) con 6.847 euro.

Proprio la presenza dei dati di tutti i Comuni d’Italia ci permette di focalizzare l’attenzione sulla provincia di Agrigento.
Dai dati si evidenzia che il reddito per contribuente più elevato si registra ad Agrigento con 15.682 euro, seguito dal Comune di Sciacca con 10.847 euro, dal Comune di Porto Empedocle con 10.665 euro ed Aragona con 10.069 euro. In tutti gli altri comuni della provincia il reddito medio è sotto i dieci mila euro. Il comune più “povero” è quello di Caltabellotta con 6.262 euro, seguito dal Comune di Lucca Sicula con 6.430 euro e dal Comune di Sant’Angelo Muxaro con 6.453 euro. Rispetto al 1999 ci sono 27 Comuni in cui è aumentato il reddito medio, con punte del 15,2% a Sciacca, e 16 Comuni in cui il reddito medio è diminuito, con punte dell’11,7% a Sant’Angelo Muxaro.
Dalle tabelle è possibile altresì estrapolare il reddito medio per abitante ed il reddito medio per famiglia.
Nel primo caso il primo posto spetta al Comune di Agrigento con 9.267 euro, mentre l’ultimo spetta al Comune di Palma di Montechiaro con 3.481 euro.
Nel secondo caso il primo posto spetta sempre al Comune di Agrigento con 24.180 euro, mentre l’ultimo posto spetta sempre al Comune di Palma di Montechiaro con 9.167euro. Rispetto al 1999 la crescita più elevata si è registrata nei Comuni di Lampedusa-Linosa e Montallegro con il 30,8%, mentre il risultato peggiore è quello del Comune di Calamonaci con una diminuzione del 3,8%. In quest’ultima classifica è da sottolineare che sono solo cinque i Comuni dove si è registrato un decremento del reddito medio per famiglia (Porto Empedocle, Aragona, Camastra, Calamonaci, Sant’Angelo Muxaro).

Nel Comune di Campobello di Licata il reddito medio per contribuente è pari a 8.132 euro (21° Comune in provincia di Agrigento e 237° in Sicilia), in crescita dell’1,3% rispetto al 1999, mentre il reddito medio per abitante è pari a 4.666 euro (29° Comune in provincia di Agrigento e 300° in Sicilia), in crescita del 20,4% rispetto al 1999. Infine il reddito medio per famiglia è pari a 11.933 euro (26° Comune in provincia di Agrigento e 280° in Sicilia), in crescita del 6,5% rispetto al 1999.

Nel Comune di Canicattì il reddito medio per contribuente è pari a 9.207 euro (11° Comune in provincia di Agrigento e 160° in Sicilia), in crescita del 7% rispetto al 1999, mentre il reddito medio per abitante è pari a 4.945 euro (18° Comune in provincia di Agrigento e 266° in Sicilia), in crescita del 18,4% rispetto al 1999. Infine il reddito medio per famiglia è pari a 12.575 euro (17° Comune in provincia di Agrigento e 248° in Sicilia), in crescita del 4% rispetto al 1999.
Certo se analizziamo i dati nell’ottica del federalismo fiscale, dove diventa importante la colonna delle entrate localizzate sul territorio determinate dalla ricchezza ivi presente, possiamo dire che non ci resta che piangere!

Per chi volesse approfondire l’argomento si rinvia all’articolo “la mappa dell’Italia misurata dal Fisco” di Gianni Trovati del giornale “Il Sole 24 ore” (Link)

domenica 20 luglio 2008

Il coordinamento del PD di Canicattì: analisi del voto e presa di posizione rispetto all'Amministrazione Comunale

Lo scorso materdì si è riunito il coordinamento cittadino del PD di Canicattì per analizzare il voto e per discutere della presa di posizione del partito nei confronti dell'Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Corbo.
Il dibattito è stato molto vivace.
Anche in questa occasione ho fatto una mia analisi del voto che metto a disposizione di tutti.
Il PD di Canicattì quando è nato si è dotato di un coordinamento cittadino, composto da 66 componenti, di un coordinatore nella persona del dott. Antonio Cani, di un vice coordinatore nella persona dell'Avv. Diego Aprile, di un Presidente nella persona del ragioniere Franco Guccione e di un Vice Presidente nella persona dell'Insegnante Anna Tascarella. Infine, il partito si è dotato di una segreteria politica composta da: coordinatore, vice coordinatore, presidente, vice presidente, consiglieri comunali ed altri componenti.
A mio parere, ma anche a parere di alcuni altri componenti del coordinamento, visti i risultati elettorali sarebbe opportuno rivedere l'organigramma del partito anche perchè si sta per avviare la fase del tesseramento, che si chiuderà il prossimo 31 dicembre con la celebrazione del congresso entro il 28 febbraio del 2009, ed inoltre è necessario allargare il partito, con altre forze rappresentatitve della città e fare entrare negli organismi la componente che fa capo al neo consiglier provinciale Di Ventura.
Ad oggi, inoltre, risulta dimissionario il Presidente del coordinamento anche se non ha mai fatto pervenire le dimissioni al coordinamento.
A mio parere sarebbe opportuno fare chiarezza in merito alla segreteria politica, o diventa un esecutivo di diretta espressione del coordinatore oppure se deve essere un organismo dove si rispecchia la diversa articolazione del partito in città deve necessariamente cambiare fisionomia. Affronteremo l'argomento a partire dal mese di Settembre.
Per quanto riguarda il rapporto tra il PD e l'Amministrazione Comunale, finalmente è stata presa una posizione chiara e netta, senza tentennamenti ed ambiguità.
C'è un problema tra il PD ed il suo gruppo consiliare.
Questo argomento sarà oggetto di discussione nelle prossime settimane. L'obiettivo è quello di non perdere nessuno, anche se per fare ciò è necessaria la collaborazione di tutti.
Di seguito si riporta il comunicato stampa del PD in merito alle ultime scelte amministrative ed a seguire la mia analisi del voto del PD di Canicattì.
Ecco il testo del comunicato stampa:
Il PD di Canicattì manifesta il suo deciso giudizio negativo sulle ultime vicende politico amministrative e sulle dichiarazioni programmatiche rese dal Sindaco durante le ultime sedute consiliari.
Non vi è dubbio come la scelta operata dal Sindaco, di aderire al partito MPA e al progetto politico del Presidente della Regione Raffaele Lombardo, rappresenti un vero e proprio tradimento delle aspettative dei cittadini che meno di due anni fa avevano consegnato nelle mani di Corbo un chiaro ed esplicito mandato elettorale.
Il Sindaco dimenticando la propria storia politica ed amministrativa di centro-sinistra, dimenticando di essersi contrapposto politicamente e pubblicamente a quelle forze politiche che oggi sono sue alleate, orienta la sua azione politica richiamandosi ad un autonomismo di facciata e ad un governo di salute pubblica, celando il fallimento politico ed il suo vero obiettivo, far sopravvivere la sua sindacatura il più a lungo possibile.
Il PD per senso di responsabilità verso la città non può più tollerare scelte confusionarie e sterili che aggraveranno la già di per sé critica situazione economico e sociale di Canicattì, per cui intende sgombrare il campo da ogni ambiguità e dichiara apertamente di considerarsi alternativo e contrapposto a tale modo di fare politica.
Con lo stesso senso di responsabilità verso la città, il PD si dichiara disponibile a dare il proprio contributo sui grandi temi che riguardano il futuro della nostra città e del suo comprensorio, che verranno esplicitati nelle prossime settimane e ad affrontare le questioni urgenti che affliggono la nostra comunità riservandosi di valutare positivamente tutti quei provvedimenti che mirano a risolvere le emergenze quotidiane della nostra Canicattì.
IL COORDINAMENTO CITTADINO

Di seguito si riporta l'analisi del voto del PD di Canicattì


Alcuni spunti per un’analisi del voto del Partito Democratico a Canicattì nelle elezioni nazionali, regionali e provinciali


Premessa
La presente relazione, da considerarsi ancora provvisoria, ha come scopo quello di analizzare in maniera asettica i dati numerici del voto del PD alle elezioni provinciali, regionali e nazionali del 2008, non dimenticando le specificità di ogni appuntamento elettorale.
Non viene preso in considerazione, dunque, l’aspetto sociologico del voto e quindi manca ad esempio un approfondimento sulla rappresentanza delle classi sociali, sulla capacità o incapacità delle forze politiche di rappresentare il proprio territorio nei diversi ambiti, economico, sociale e culturale.
Al fine rendere più scorrevole la relazione ho preferito inserire le tabelle nell’appendice.

Il PD di Canicattì nelle elezioni provinciali e confronto con i dati delle regionali e nazionali
Il Partito democratico (tab.02) nelle elezioni provinciali ha conseguito quasi 1800 voti (1.780) per una percentuale pari al 12,1%, su un totale di 14.759 voti validi per le liste, attestandosi come 5^ forza politica locale, dopo PDL (22,8%), MPA (17,64%), Alleanza Azzurra (14,83%) e Sicilia Libera e Forte (14,22%).
Rispetto al dato complessivo provinciale del PD, quello di Canicattì è inferiore del 2,4% (14,5% contro il 12,1%, ovvero 31.986 contro 1.780 voti), uno dei peggiori rispetto alle città più popolose della provincia (Agrigento con il 13,5%, Favara con il 13,1%, Licata con il 15,9%, Sciacca con il 22,7%), anche se c’è da sottolineare che in ognuno di questi Comuni vi era più di un candidato del partito.
La percentuale dei voti ottenuti oscilla nelle varie sezioni (tab.05), si passa dall’8,1% della 13^ sezione (scuola La Carrubba, quartiere oltreponte) al 18,2% della 25^ sezione (Scuola Gangitano).
Complessivamente in 10 sezioni su 36 il PD di Canicattì ha raggiunto percentuali sotto al 10% (sezioni 1, 6, 11, 12, 13, 19, 28, 29, 31, 36), 20 sezioni su 36 la percentuale oscilla dal 10 al 15% (sezioni 2, 3, 4, 7, 8, 10, 14, 15, 17, 18, 20, 21, 22, 24, 26, 27, 30, 32, 34, 35), solo i 6 sezioni la percentuale supera il 15% (sezioni 5, 9, 16, 23, 25, 33).
Su quasi 1800 voti conseguiti quasi 1600 sono risultate le preferenze e solo 200 sono i voti dati al solo simbolo del partito, per una percentuale dell’11,2%, inferiore al dato provinciale pari al 12,8% e regionali pari al 20,9%. Nelle regionali i voti di preferenza furono oltre 1300, mentre quelli al simbolo furono quasi 1500 per una percentuale del 52%. Ciò significa che in soli due mesi sono stati persi quasi 1300 voti solo al simbolo (stesso discorso accaduto per il PD provinciale che in soli due mesi ha perso 11 mila voti di lista da 15 mila a 4 mila). Di contro, invece le preferenze sono risultate superiori a quelli registrate nelle regionali di oltre 200 voti (il PD in provincia di Agrigento ha registrato le stesse preferenze sia alle provinciali che alle regionali).
I voti dei candidati a Presidente della Provincia del centrosinistra (tab.07) sono pari a oltre 3500 (3.536) per una percentuale pari al 23,6%, così suddivisi: il candidato ufficiale del PD Vivacqua 1.601 voti ed una percentuale del 10,7%, l’altro candidato del PD Arnone 1.520 voti ed una percentuale del 10,1% e l’ex capogruppo del PD in provincia di Agrigento Bruno 415 voti ed una percentuale del 2,8%.
Addirittura Arnone che complessivamente ha ottenuto solo 80 voti in meno rispetto a Vivacqua, nelle singole sezioni ha ottenuto più voti in quasi la metà, ovvero 17 su 36 (sezioni 4,6,7,12,13,17,19,20,23,26,28,29,30,31,34,35,36).
Se si analizzano i voti delle liste e quelli ottenuti dai Presidenti (tab.11) si evidenzia che nella città di Canicattì il voto disgiunto è andato ad Arnone con 1.520 voti (1.520 voti disgiunti, senza lista nel collegio) ed a Bruno con 40 voti (415 voti come Presidente contro 375 voti di lista), mentre i candidati che hanno meno voti rispetto alle liste sono stati D’Orsi con -1.100 voti (10.828 voti come presidente e 11.928 come liste), Vivacqua con -179 voti (1.601 voti come Presidente contro 1.780 voti di lista) ed Incardona con -43 voti (633 voti come presidente contro 675 voti come lista).
Vivacqua in quasi tutte le sezioni ha preso meno voti rispetto alla lista di appoggio. Solo in tre sezioni ha preso più voti rispetto alla lista (sezione 5 con 1 voto, sezione 24 con 1 voto e sezione 29 con 10 voti).

Le elezioni provinciali e regionali
Rispetto alle elezioni regionali (tab.14) il PD di Canicattì perde mille voti (2.805 contro 1.780) con una flessione del 36,5%. Considerando solamente i votanti e le percentuali ottenute la flessione è stata pari al 24,2%.
Il dato assume un valore maggiormente negativo se oltre ai voti del PD aggiungiamo anche quelle dei candidati riconducibili al PD candidati nella lista Finocchiaro. In questo caso i voti persi passano a 1.421 con una flessione del 44,4%. Se anche in questo caso ci limitiamo ai votanti ed alle percentuali ottenute la flessione è stata pari al 33,6 (dal 18,2% al 12,1%, - 6,1%).
In valore assoluto Canicattì è la città, dopo Ribera (-1.690 voti), in provincia di Agrigento che ha perso più voti (-1.025 voti). Se consideriamo anche i candidati del PD nella lista Finocchiaro la città di Canicattì passa al 4° posto (-1.421 voti), dopo Agrigento (-2.524 voti), Ribera (1.817 voti), Ravanusa (1.704 voti).
Nelle elezioni regionali il PD era la 3^ forza politica (15,9%), dopo Sicilia Libera e Forte (27,5%) e PDL (19,3%), mentre come abbiamo accennato prima nelle elezioni provincia il PD è diventata la 5^ forza politica.
É da sottolineare che la Finocchiaro (tab.19) a Canicattì prese 5.429 voti pari al 29,4%, mentre i tre candidati provinciali del centrosinistra hanno preso 3.536 voti per una percentuale pari al 23,6% (-1.893 voti e -5,8%), con una flessione del 34,9% come voti e del 19,8% in termini percentuali.

Le elezioni provinciali e politiche
Rispetto alle elezioni politiche (tab.25) il PD di Canicattì perde 3.709 voti (5.489 voti contro 1.780) con una flessione del 67,6%. Considerando solamente i votanti e le percentuali ottenute la flessione è stata pari al 60,8%, dal 30,8% al 12,1%.
In valore assoluto Canicattì è la città, dopo Agrigento (-4.870 voti) , in provincia di agrigento che ha perso più voti (-3.709 voti).
Nelle elezioni nazionali il PD era la 2^ forza politica (30,78%) dopo il PDL (42,48%) sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica (30,99% contro il 42,75%.

Per chi volesse approfondire l'argomento è possibile scaricare le tabelle allegata alla relazione: scarica

Per chi, invece, volesse ulteriori dati si rinvia al sito del Comune di Canicatti ed al seguente link