Si pubblica la lettera inviata al Presidente del Consiglio comunale per quanto riguarda la seduta del prossimo Consiglio comunale del 21 gennaio sul problema dei rifiuti.
Prot. n. 332 dell’11/01/2010
Al Presidente del Consiglio comunale di Campobello di Licata, Giuseppe Vinci
SEDE
Oggetto: richiesta di preparazione di relazioni dei funzionari in merito al problema dei rifiuti e di apposite sedute consiliari e/o di capigruppo per approfondire il piano triennale delle opere pubbliche ed il bilancio preventivo
I sottoscritti Giuseppe Sferrazza e Giovanni Picone del PD di Campobello di Licata chiedono al Presidente del Consiglio, nell’ambito dei suoi poteri, di convocare apposite di sedute consiliari e/o di capigruppo per approfondire il nuovo piano triennale delle opere pubbliche 2010/2012 che la Giunta dovrà adottare nelle prossime settimane ed il parco progetti presente al Comune per migliorare il grado di conoscenza dei Consiglieri Comunali e deliberare successivamente con la più completa conoscenza dei progetti.
Inoltre, chiedono di sollecitare l’Amministrazione Comunale ad approvare il bilancio di previsione 2010 nei primi mesi dell’anno, per evitare una gestione della spesa in dodicesimi, e dare piena azione alle politiche di bilancio che si spera possano portare benefici alla cittadinanza. A tal fine è auspicabile il coinvolgimento della conferenza dei capigruppo prima che il bilancio sia esitato dalla Giunta Comunale ciò al fine di dare suggerimenti e proposte e dare seguito agli ordini del giorno approvati nel corso delle sedute del 2009.
Infine, i sottoscritti chiedono, in riferimento alla prossima seduta consiliare del 21 gennaio sul tema dei rifiuti, di attivarsi con gli uffici al fine di far preparare apposite relazioni dei funzionari su questo importante tema, dal contenzioso alla situazione finanziaria della Dedalo, dall’andamento della bollettazione TARSU e della fatturazione della Dedalo negli anni alle motivazioni sulla mancata adozione del piano industriale, del mancato avvio di una seria politica di raccolta differenziata, della decisione stabilita nell’ultima assemblea della Dedalo della messa in mora dei Comuni morosi e fino alla situazione della discarica sub-comprensoriale.
Si chiede, altresì, che venga invitato, alla seduta consiliare del prossimo 21 gennaio, il Presidente della Dedalo, o un suo rappresentante, allo scopo di informare il Consiglio Comunale sulla situazione complessiva della Dedalo Ambiente.
Cordiali Saluti.
Campobello di Licata, 11/01/2010
Firmato
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giovedì 14 gennaio 2010
venerdì 2 ottobre 2009
Lettera al Presidente sulla mancata convocazione del consiglio comunale sugli equilibri di bilancio
Qui di seguito pubblico la lettera inviata al Presidente del Consiglio Comunale sulla mancata convocazione del consiglio comunale sugli equilibri di bilancio.
TESTO DELLA LETTERA
I sottoscritti consiglieri comunali Giuseppe Sferrazza e Giovanni Picone del PD di Campobello di Licata,
premesso che
- l’articolo 193 (salvaguardia degli equilibri di bilancio) del D.lgs 267/00 stabilisce al 2° comma che almeno una volta all’anno e comunque entro il 30 settembre di ciascun anno, l’organo consiliare provvede con delibera ad effettuare la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi;
considerato che
- secondo il 4° comma dell’art.193 la mancata adozione, da parte dell’Ente, dei provvedimenti di riequilibrio previsti è equiparata ad ogni effetto alla mancata approvazione del bilancio con l’applicazione delle sanzioni che possono arrivare fino allo scioglimento del consiglio comunale;
- la mancata convocazione del consiglio comunale può portare alla diffida al consiglio stesso da parte dell’Assessorato agli Enti Locali;
- i commi 8 e 9 dell’art.50 del D.lgs 267/00, così come recepiti in Sicilia, stabiliscono che il Sindaco provvede alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni entro 45 giorni dal suo insediamento, sulla base degli indirizzi stabiliti dal consiglio comunale;
- con diversi decreti sindacali il Sindaco aveva prorogato i rappresentanti presso alcuni enti fino al 30 settembre c.a., facendo presupporre che dopo tale data avrebbe nominato i nuovi rappresentanti;
- prima della nomina sarebbe auspicabile un atto di indirizzo del Consiglio così come stabilito dalla legge;
- ci sono tanti altri problemi che potrebbero essere affrontati dal consiglio comunale se fosse convocato quali l’impegno del Comune nei confronti degli agricoltori locali, la “situazione esplosiva” dei rifiuti come dichiarato dal Sindaco, la destinazione dell’avanzo di amministrazione per dare una boccata di ossigeno all’economia locale e tanto altro ancora,
per quanto premesso e considerato i sottoscritti consiglieri comunali chiedono al Presidente del Consiglio Comunale di attivarsi tempestivamente per la convocazione del consiglio comunale per inserire all’ordine del giorno l’approvazione degli equilibri di bilancio di cui all’art.193 del D.lgs. 267/00, l’atto di indirizzo del consiglio sulle nomine del Sindaco presso enti, aziende ed istituzioni di cui all’art.50 del D.lgs.267/00 nonché una discussione generale sul problema dei rifiuti, sugli impegni per l’agricoltura campobellese e sulla destinazione dell’avanzo di amministrazione.
I sottoscritti chiedono al Presidente di fare attenzione alle varie scadenze che interessano il Consiglio comunale ed ai vari adempimenti demandati allo stesso.
Sicuri di una Sua pronta risposta, cogliamo l’occasione per porgerLe i più cordiali saluti.
Campobello di Licata, 2/10/2009
I consiglieri comunali Giuseppe Sferrazza e Giovanni Picone
TESTO DELLA LETTERA
I sottoscritti consiglieri comunali Giuseppe Sferrazza e Giovanni Picone del PD di Campobello di Licata,
premesso che
- l’articolo 193 (salvaguardia degli equilibri di bilancio) del D.lgs 267/00 stabilisce al 2° comma che almeno una volta all’anno e comunque entro il 30 settembre di ciascun anno, l’organo consiliare provvede con delibera ad effettuare la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi;
considerato che
- secondo il 4° comma dell’art.193 la mancata adozione, da parte dell’Ente, dei provvedimenti di riequilibrio previsti è equiparata ad ogni effetto alla mancata approvazione del bilancio con l’applicazione delle sanzioni che possono arrivare fino allo scioglimento del consiglio comunale;
- la mancata convocazione del consiglio comunale può portare alla diffida al consiglio stesso da parte dell’Assessorato agli Enti Locali;
- i commi 8 e 9 dell’art.50 del D.lgs 267/00, così come recepiti in Sicilia, stabiliscono che il Sindaco provvede alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni entro 45 giorni dal suo insediamento, sulla base degli indirizzi stabiliti dal consiglio comunale;
- con diversi decreti sindacali il Sindaco aveva prorogato i rappresentanti presso alcuni enti fino al 30 settembre c.a., facendo presupporre che dopo tale data avrebbe nominato i nuovi rappresentanti;
- prima della nomina sarebbe auspicabile un atto di indirizzo del Consiglio così come stabilito dalla legge;
- ci sono tanti altri problemi che potrebbero essere affrontati dal consiglio comunale se fosse convocato quali l’impegno del Comune nei confronti degli agricoltori locali, la “situazione esplosiva” dei rifiuti come dichiarato dal Sindaco, la destinazione dell’avanzo di amministrazione per dare una boccata di ossigeno all’economia locale e tanto altro ancora,
per quanto premesso e considerato i sottoscritti consiglieri comunali chiedono al Presidente del Consiglio Comunale di attivarsi tempestivamente per la convocazione del consiglio comunale per inserire all’ordine del giorno l’approvazione degli equilibri di bilancio di cui all’art.193 del D.lgs. 267/00, l’atto di indirizzo del consiglio sulle nomine del Sindaco presso enti, aziende ed istituzioni di cui all’art.50 del D.lgs.267/00 nonché una discussione generale sul problema dei rifiuti, sugli impegni per l’agricoltura campobellese e sulla destinazione dell’avanzo di amministrazione.
I sottoscritti chiedono al Presidente di fare attenzione alle varie scadenze che interessano il Consiglio comunale ed ai vari adempimenti demandati allo stesso.
Sicuri di una Sua pronta risposta, cogliamo l’occasione per porgerLe i più cordiali saluti.
Campobello di Licata, 2/10/2009
I consiglieri comunali Giuseppe Sferrazza e Giovanni Picone
sabato 8 agosto 2009
A proposito dell'ordine del giorno negato
Pubblico la lettera che abbiamo inviato al Presidente del Consiglio, ai capigruppo e per conoscenza al Sindaco sull'ordine del giorno negata nella seduta dello scorso 6 agosto.
In riferimento alla seduta del consiglio comunale di ieri sera, dove non è stato consentito ai consiglieri comunali Sferrazza e Picone la trattazione dell’ordine del giorno sulle manifestazioni estive, volevamo comunicare agli organi in indirizzo (Presidente del Consiglio, Capigruppo e Sindaco) che è stato leso un diritto sancito e disciplinato dallo Statuto Comunale e dal vigente Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.
Nello specifico si ricorda che ai sensi del punto 3) dell’articolo 11 dello statuto “l’attività di indirizzo del consiglio comunale è altresì esercitata mediante l’adozione di atti di indirizzo politico-amministrativo quali risoluzioni e ordini del giorno contenenti obiettivi, principi e criteri informatori dell’attività dell’ente”, mentre il comma 1° dell’articolo 14 stabilisce che “ciascun consigliere comunale, secondo le modalità fissate dal regolamento del consiglio, ha diritto di presentare interrogazioni, ordini del giorno e mozioni” e secondo il comma 4° dello stesso articolo “l’ordine del giorno è presentato al voto del consiglio, anche durante la trattazione di proposte di deliberazione, ed è volto ad indirizzare l’azione della giunta o del consiglio stesso”.
Inoltre, si rammenta che ai sensi del comma 4° dell’articolo 23 che il parere degli uffici “non è dovuto per i meri atti di indirizzo, per le mozioni, le interrogazioni, gli ordini del giorno e gli altri atti che non hanno valenza deliberativa”.
Infine, il comma 1° dell’articolo 50 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale stabilisce che “durante la seduta, o prima che inizi, possono essere presentati da ciascun Consigliere ordini del giorno, anche su argomenti non in discussione” e che ai sensi del comma 3 “il Presidente del Consiglio può dichiarare di accettare l’ordine del giorno come raccomandazione ma, se il proponente insiste si procede in conformità ai commi successivi” che prevedono l’illustrazione dell’ordine del giorno e la votazione, dopo eventuali emendamenti.
La parte dispositiva dell’ordine del giorno era in linea con quanto sancito dallo Statuto e dal Regolamento ed infatti si auspicava (e quindi non un atto di impegno ma un semplice atto di indirizzo, nelle prerogative del consigliere comunale) che l’Amministrazione Comunale ed i funzionari competenti al ramo valorizzassero e finanziassero le manifestazioni, ritenute valide, presentate e promosse dalle associazioni locali ed inoltre finanziassero in prevalenza, per l’estate 2009 campobellese, iniziative presentate dalle associazioni che hanno sede nel territorio di Campobello o che comunque valorizzino risorse umane locali.
Si ribadisce quindi che a parere dei sottoscritti è stato violato sia lo Statuto Comunale che il Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale ed auspicano che l’episodio non accada più e soprattutto invita il Presidente del Consiglio Comunale a non farsi influenzare nella propria azione dalla volontà del Sindaco, tenendo ben distinti i ruoli dell’Amministrazione Comunale e del Consiglio Comunale.
A tal fine forse è opportuno ricordale alcune pronunce del Consiglio di Stato sul ruolo che deve avere il Presidente del Consiglio. La sentenza del 25/11/1999, n.1983 sancisce che “a differenza della Giunta, il Consiglio comunale è l'organo rappresentativo del comune, nel quale sono presenti maggioranza e minoranza e nel cui seno si deve equilibrare l'esercizio di due distinti diritti, della maggioranza, all'attuazione dell'indirizzo politico sancito dal corpo elettorale e della minoranza, a rappresentare e svolgere la propria opposizione, vicenda, questa, ove si deve garantire la corretta dialettica tra tali parti e per la quale occorre un sistema di regole a tutela delle funzioni istituzionali dell'organo stesso, indipendentemente dalle decisioni da assumere in concreto di volta in volta; pertanto, la funzione del presidente del Consiglio comunale è strumentale non già all'attuazione di un indirizzo politico di maggioranza, bensì al corretto funzionamento dell'organo stesso e, come tale, non è solo neutrale, ma non può restar soggetto al mutevole atteggiamento fiduciario della maggioranza, indipendentemente dalla circostanza che il presidente sia eletto dall'assemblea, dovendo costui sempre operare in modo imparziale a garanzia di tutto il Consiglio e non della sola parte che l'ha designato”. Ed ancora la sentenza del 6/6/2002, n.3187 sancisce che “la funzione del presidente del Consiglio comunale non è strumentale all'attuazione di un determinato indirizzo politico, ma al corretto funzionamento dell'istituzione in quanto tale”. Essa è, quindi, neutrale. Né il contenuto della funzione muta per il fatto che il presidente sia eletto dall’assemblea, dovendo egli sempre operare in un ambito estraneo alla politica di parte. Tali concetti sono stati ribaditi anche nella sentenza del 12/12/2003, n.1042 depositata il 3/3/2004.
Ricordiamo a tal uopo che nella precedente consiliatura la Giunta Municipale nell’approvare la nuova bozza di statuto comunale con delibera di giunta n.67 del 5/8/2002 aveva previsto al comma 4 dell’art.16 che “trascorsi trenta mesi dal giorno del suo insediamento, Il Presidente ed il Vice Presidente del Consiglio possono essere sottoposti a verifica del consenso politico. La verifica del consenso politico porta alla sostituzione del Presidente e del Vice Presidente nel caso in cui la maggioranza assoluta dei consiglieri comunali gli nega la fiducia con voto palese”. Alcuni consiglieri comunali (Salvatore Scibetta, Angelo Intorre, Giovanni Picone, Leonardo Corso, Vito Terrana, Calogero Lo Leggio, Calogero Burgio, Giovanni D’Angelo) si opposero a tale previsione e riuscirono ad approvare l’abrogazione del comma 4 dell’art.16, motivandolo con i concetti prima enunciati.
Gli stessi concetti devono essere tenuti in considerazione nella prossima conferenza dei capigruppo quando discuteremo della possibilità che il vicepresidente del Consiglio Comunale possa assumere la carica di capogruppo consiliare, ancorché non disciplinata ne dallo statuto ne dal regolamento per il funzionamento del consigli comunale, ovvero se una carica che per definizione deve essere “neutrale” possa rivestire anche la carica di un organo politico, e quindi di parte, quale quella di capogruppo consiliare del PDL.
Cordiali saluti.
Campobello di Licata, 7/8/2009
I consiglieri comunali Giuseppe Sferrazza e Giovanni Picone
In riferimento alla seduta del consiglio comunale di ieri sera, dove non è stato consentito ai consiglieri comunali Sferrazza e Picone la trattazione dell’ordine del giorno sulle manifestazioni estive, volevamo comunicare agli organi in indirizzo (Presidente del Consiglio, Capigruppo e Sindaco) che è stato leso un diritto sancito e disciplinato dallo Statuto Comunale e dal vigente Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.
Nello specifico si ricorda che ai sensi del punto 3) dell’articolo 11 dello statuto “l’attività di indirizzo del consiglio comunale è altresì esercitata mediante l’adozione di atti di indirizzo politico-amministrativo quali risoluzioni e ordini del giorno contenenti obiettivi, principi e criteri informatori dell’attività dell’ente”, mentre il comma 1° dell’articolo 14 stabilisce che “ciascun consigliere comunale, secondo le modalità fissate dal regolamento del consiglio, ha diritto di presentare interrogazioni, ordini del giorno e mozioni” e secondo il comma 4° dello stesso articolo “l’ordine del giorno è presentato al voto del consiglio, anche durante la trattazione di proposte di deliberazione, ed è volto ad indirizzare l’azione della giunta o del consiglio stesso”.
Inoltre, si rammenta che ai sensi del comma 4° dell’articolo 23 che il parere degli uffici “non è dovuto per i meri atti di indirizzo, per le mozioni, le interrogazioni, gli ordini del giorno e gli altri atti che non hanno valenza deliberativa”.
Infine, il comma 1° dell’articolo 50 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale stabilisce che “durante la seduta, o prima che inizi, possono essere presentati da ciascun Consigliere ordini del giorno, anche su argomenti non in discussione” e che ai sensi del comma 3 “il Presidente del Consiglio può dichiarare di accettare l’ordine del giorno come raccomandazione ma, se il proponente insiste si procede in conformità ai commi successivi” che prevedono l’illustrazione dell’ordine del giorno e la votazione, dopo eventuali emendamenti.
La parte dispositiva dell’ordine del giorno era in linea con quanto sancito dallo Statuto e dal Regolamento ed infatti si auspicava (e quindi non un atto di impegno ma un semplice atto di indirizzo, nelle prerogative del consigliere comunale) che l’Amministrazione Comunale ed i funzionari competenti al ramo valorizzassero e finanziassero le manifestazioni, ritenute valide, presentate e promosse dalle associazioni locali ed inoltre finanziassero in prevalenza, per l’estate 2009 campobellese, iniziative presentate dalle associazioni che hanno sede nel territorio di Campobello o che comunque valorizzino risorse umane locali.
Si ribadisce quindi che a parere dei sottoscritti è stato violato sia lo Statuto Comunale che il Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale ed auspicano che l’episodio non accada più e soprattutto invita il Presidente del Consiglio Comunale a non farsi influenzare nella propria azione dalla volontà del Sindaco, tenendo ben distinti i ruoli dell’Amministrazione Comunale e del Consiglio Comunale.
A tal fine forse è opportuno ricordale alcune pronunce del Consiglio di Stato sul ruolo che deve avere il Presidente del Consiglio. La sentenza del 25/11/1999, n.1983 sancisce che “a differenza della Giunta, il Consiglio comunale è l'organo rappresentativo del comune, nel quale sono presenti maggioranza e minoranza e nel cui seno si deve equilibrare l'esercizio di due distinti diritti, della maggioranza, all'attuazione dell'indirizzo politico sancito dal corpo elettorale e della minoranza, a rappresentare e svolgere la propria opposizione, vicenda, questa, ove si deve garantire la corretta dialettica tra tali parti e per la quale occorre un sistema di regole a tutela delle funzioni istituzionali dell'organo stesso, indipendentemente dalle decisioni da assumere in concreto di volta in volta; pertanto, la funzione del presidente del Consiglio comunale è strumentale non già all'attuazione di un indirizzo politico di maggioranza, bensì al corretto funzionamento dell'organo stesso e, come tale, non è solo neutrale, ma non può restar soggetto al mutevole atteggiamento fiduciario della maggioranza, indipendentemente dalla circostanza che il presidente sia eletto dall'assemblea, dovendo costui sempre operare in modo imparziale a garanzia di tutto il Consiglio e non della sola parte che l'ha designato”. Ed ancora la sentenza del 6/6/2002, n.3187 sancisce che “la funzione del presidente del Consiglio comunale non è strumentale all'attuazione di un determinato indirizzo politico, ma al corretto funzionamento dell'istituzione in quanto tale”. Essa è, quindi, neutrale. Né il contenuto della funzione muta per il fatto che il presidente sia eletto dall’assemblea, dovendo egli sempre operare in un ambito estraneo alla politica di parte. Tali concetti sono stati ribaditi anche nella sentenza del 12/12/2003, n.1042 depositata il 3/3/2004.
Ricordiamo a tal uopo che nella precedente consiliatura la Giunta Municipale nell’approvare la nuova bozza di statuto comunale con delibera di giunta n.67 del 5/8/2002 aveva previsto al comma 4 dell’art.16 che “trascorsi trenta mesi dal giorno del suo insediamento, Il Presidente ed il Vice Presidente del Consiglio possono essere sottoposti a verifica del consenso politico. La verifica del consenso politico porta alla sostituzione del Presidente e del Vice Presidente nel caso in cui la maggioranza assoluta dei consiglieri comunali gli nega la fiducia con voto palese”. Alcuni consiglieri comunali (Salvatore Scibetta, Angelo Intorre, Giovanni Picone, Leonardo Corso, Vito Terrana, Calogero Lo Leggio, Calogero Burgio, Giovanni D’Angelo) si opposero a tale previsione e riuscirono ad approvare l’abrogazione del comma 4 dell’art.16, motivandolo con i concetti prima enunciati.
Gli stessi concetti devono essere tenuti in considerazione nella prossima conferenza dei capigruppo quando discuteremo della possibilità che il vicepresidente del Consiglio Comunale possa assumere la carica di capogruppo consiliare, ancorché non disciplinata ne dallo statuto ne dal regolamento per il funzionamento del consigli comunale, ovvero se una carica che per definizione deve essere “neutrale” possa rivestire anche la carica di un organo politico, e quindi di parte, quale quella di capogruppo consiliare del PDL.
Cordiali saluti.
Campobello di Licata, 7/8/2009
I consiglieri comunali Giuseppe Sferrazza e Giovanni Picone
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